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Dal 24 maggio 2010

VIA MONTENAPOLEONE: MODA, SHOPPING E MADE IN ITALY NEL QUADRILATERO DELLA MODA DI MILANO

Via Monte Napoleone è una via del centro di Milano, considerata una delle zone più lussuose e uno dei maggiori centri dello shopping dell'alta moda a livello mondiale. Spesso il suo nome viene anche scritto come un’unica parola: via Montenapoleone. È costellata da negozi e showroom dei più importanti nomi della moda, come Gucci, Dolce & Gabbana, Prada, Louis Vuitton, Dior, ecc. Assieme alle sue traverse e parallele Via della Spiga, Via Sant'Andrea e Via Pietro Verri, costituisce il cosiddetto Quadrilatero della moda. Via Montenapoleone è il simbolo di Milano e dell’Italia nel mondo come moda, shopping e made in Italy.
La via prende il nome dall'Istituzione finanziaria che sotto il governo di Napoleone (formalmente era un regno autonomo, con viceré Eugenio de Beauharnais) gestiva il debito pubblico.

La storia di Via Montenapoleone non è soltanto nei negozi e botteghe, né nei milioni di fatturato che ogni anno impongono via Montenapoleone come leader mondiale.
La storia è nella tradizione orale che vede questa antica contrada chiamata El quartier de riverissi, quel luogo dove ogni uomo si chinava alzando il cappello quando passava una signora. Quel luogo dove il garzone si ripuliva i panni prima di andare a fare una consegna. E lo faceva perché “lì” si andava in ordine.
Infatti, in questa piccola grande via di Milano abitarono e morirono Carlo Porta e Tommaso Grossi, mentre Giuseppe Verdi componeva nel 1840 il suo Nabucco nella stanzetta di una casa che nessuna targa oggi ricorda. Non riuscì mai a entrare nella via, invece, Lorenzo Tramaglino in quel 1623 in cui la peste disseminava le strade di cadaveri senza nessun rispetto neppure per questa strada di “signori”.
Nobili, borghesi, artisti, intellettuali, patrioti. Nessuna via milanese ha avuto un imprimatur di questo livello. In Via Montenapoleone non si va per caso. Non erano lì per passeggiare i Tozzi, i Martinetti, i Carrà o i Boccioni che negli anni venti avevano eletto a punto d’incontro e scoperto le nuove tendenze in una libreria proprio in questa via. E non erano lì di passaggio i volontari nella città insorta contro gli austriaci. Lì si combattè il 23 marzo del 1848. Lì visse in quegli anni Carlo Cattaneo, a palazzo Gavazzi. Lì in pochi metri (tutto il lato dispari della via) si concentrò tutto il Risorgimento. E proprio davanti a Palazzo Marliani cadde il primo soldato austriaco ucciso dalla fucilata di un patriota.
Nel palazzo d’angolo fra Via Montenapoleone, Via Matteotti e Via San Pietro all’Orto aveva sede il deposito delle diligenze Fianchetti, a cui il 27 aprile 1813 S.A. il Principe Eugenio Vicerè d’Italia affidò il servizio postale in Italia e all’estero che fu gestito sino al 1865. Infatti, ogni settimana partivano da Milano due corse per Roma e per Venezia, oltre a servizi giornalieri per tutte le città minori. Ma Milano era così importante che da Via Montenapoleone partiva anche la diligenza per la Francia tre volte alla settimana.

Fra le due guerre mondiali, Via Montenapoleone restò la via delle residenze di lusso, delle famiglie importanti e ricche, e i negozi di antiquari, grandi sarti e gioiellieri servivano questo pubblico tradizionalmente fedele.
Negli anni Cinquanta il boom si sentì ovunque e qui si rafforzò la presenza del denaro.
Le signore portavano le calze (una donna senza calze era considerata una donna qualunque) e il cappello. Sulla bocca di tutte era il miracolo della grande sarta Biki che nell’arco di pochi mesi nel 1955 trasformò la grassoccia e sgraziata Maria Callas in una dama elegante.
Arrivarono gli anni Ottanta, dove fare le vasche in “Montenapo” diventò un must, come andare “al Forte”, a “Santa” o a “Ciurma”, gli uomini possibilmente con catenoni d’oro e medaglia annessa, le signore con accendini in oro massiccio, ovviamente comprati in “Montenapo”. La splendida stravaganza di quegli anni accompagnò qui personaggi dello spettacolo, dello sport, dell’industria insieme ai politici, con un susseguirsi di cene di gala, sfilate di moda, presentazioni conferenze stampa con i protagonisti del jet set.
Era l’epoca dei primi nomi internazionali e la via cominciò a definirsi come il simbolo di ciò che è moda, tendenza, fashion per diventare l’asse di quel quadrilatero d’oro dove si trova la più alta concentrazione al mondo dei più prestigiosi marchi italiani e stranieri, esposti nelle vetrine o pronti ai piani superiori nelle showroom.

E oggi? Oggi in Via Montenapoleone domina una ricchezza sobria. Via Montenapoleone non è larga, non ci sono alberi né tavolini all’aperto. Neanche a Natale luccica in modo appariscente. La sua magia più visibile sta in quella complicità che accomuna la signora milanese e quella che viene appositamente da lontano, la complicità del sacchettino.
Ma la ricchezza ha anche la voce di due bellissimi musei aziendali: la rarissima collezione di rasoi (4000 esemplari) della ditta Lorenzi e i preziosi di Mario Buccellati, pezzi prodotti dal 1700 agli anni Cinquanta, con una sezione dedicata a Gabriele D’Annunzio, le 100 lettere autografe inviate dal poeta all’amico gioielliere e con tanti monili da lui donati alle sue amanti.


L’Hotel La Residenza dista 5 km da Via Montenapoleone ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: in Via Montenapoleone si prende la metropolitana (M3 – linea gialla) per 8 fermate fino ad Affori Centro.


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